Il nostro caro angelo

artista: Lucio Battisti
anno: 1973

La collina dei ciliegi

E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi.
Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina il sole.

Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente?
Ma perché tu non vuoi spaziare con me
volando intorno la tradizione
come un colombo intorno a un pallone frenato
e con un colpo di becco
bene aggiustato forato e lui giù, giù, giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto, né più un'età.

E respirando brezze che dilagano su terre
senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
se chiudi gli occhi un istante
ora figli dell'immensità.

Se segui la mia mente se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie
ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i
sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie.

Non non temere, tu non sarai preda dei venti
ma perché non mi dài, la tua mano perché?
Potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno).
E dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar giù, giù, giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età.

E respirando brezze che dilagano su terre
senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
ora figli dell'immensità.

Ma è un canto brasileiro

Io non ti voglio più vedere
mi fai tanto male con quel sorriso professionale
sopra a un cartellone di sei metri
od attaccata sopra a tutti i vetri.
Non ti voglio più vedere cara
mentre sorseggi un'aranciata amara
con l'espressione estasiata
di chi ha raggiunto finalmente un traguardo nella vita

Io non ti voglio più vedere sul muro davanti ad un bucato
dove qualcuno c'ha disegnato pornografia a buon mercato
Oh no non ti voglio vedere intanto che cucini gli spaghetti
con pomodoro "peso verità tre etti"
mentre un imbecille entrando dalla porta
grida un evviva con la bocca aperta
Col dentifricio "pure trasparente"
dove ti fanno dire che illumina la mente
e mentre indossi un "super super super reggiseno
per casalinga tutta-veleno".
E mentre parli insieme a una semplice comparsa
vestito da dottore, che brutta farsa!
Ti fanno alimentare l'ignoranza
fingendo di servirsi della scienza! Oh no!

Ah ma è un canto brasileiro Ah ma è un canto brasileiro
Ah ma è un canto brasileiro Ah ma è un canto brasileiro

Eppure non sei meno bella in casa senza cerone
non voglio dire che sei una rosa sarei un trombone
ma ti vorrei vedere qualche volta in bikini
senza sfondi di isole lontane e restare un po' vicini
Io ti vorrei vedere mentre cogli l'insalata dell'orto
che vorrei avere coltivato prima di essere morto
Oh no! Anche se guadagni centomila lire al giorno
non ti puoi scordare che la vita è andata e ritorno
Oh no, no oh no

Non ti voglio vedere vendere i giorni e le sere
ti capirò se un altro uomo un giorno vorrai
ma consumare la tua vita così non puoi.
Non puoi partecipare a quella storia
dove racconti che la benzina quasi, quasi,
quasi purifica l'aria
sarà al mentolo l'ultima scoria!
Fotografata insieme a dei bambini
che affidi al fosforo dei formaggini!

Ah ma è un canto brasileiro Ah ma è un canto brasileiro
Ah ma è un canto brasileiro Ah ma è un canto brasileiro

La canzone della terra

Al ritorno dalla campagna,
(al ritorno dalla campagna)
prima cosa voglio trovare il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere;
(prima cosa voglio trovare il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere)

Al ritorno dalla campagna,
(al ritorno dalla campagna)
seconda cosa voglio parlare di tutte le cose che ho da dire
e qualcuno deve ascoltare;
(seconda cosa voglio parlare di tutte le cose che da dire
e qualcuno deve ascoltare).

Donna mia devi ascoltare!
Donna mia devi ascoltare!
Terza cosa quando ho finito presto a letto voglio andare,
subito a letto voglio andare
(Na na na subito a letto voglio andare!)

E fra la seta della carne tua
mi voglio avvolgere fino a mattina
mi voglio avvolgere fino a mattina
e donna senza più nessun pudore
puledra impetuosa ti voglio sentire
io dolce e impetuosa ti voglio sentire.

Al risveglio alla mattina
quando il gallo mi apre gli occhi alle quattro di mattina
prima cosa polenta a fette
e nell'aria voglia sentire il profumo del caffelatte

Al risveglio alla mattina.
Al risveglio alla mattina.
Seconda cosa acqua e sapone fatto tutto molto presto
colazione dentro al cesto!

E poi la vanga la terra e il sole
l'ombra di un pino è quel che ci vuole
l'ombra di un pino è quel che ci vuole
e il desiderio che sale al ritorno
dopo che ancora rimuore il giorno
dopo che ancora rimuore il giorno.

Il nostro caro angelo

La fossa del leone
è ancora realtà
uscirne è impossibile per noi
è uno slogan falsità.

Il nostro caro angelo
si ciba di radici e poi
lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
ma schiavo non sarà mai.

Gli specchi per le allodole
inutilmente a terra balenano ormai
come prostitute che nella notte vendono
un gaio cesto di amore che amor non è mai

Paura e alienazione
e non quello che dici tu
le rughe han troppi secoli oramai
truccarle non si può più.

Il nostro caro angelo
è giovane lo sai
le reti il volo aperto gli precludono
ma non rinuncia mai
cattedrali oscurano
le bianche ali bianche non sembran più.
Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
traccianti luminose gli additano il blu.

Le allettanti promesse

Perché tu non vieni insieme a noi?
In paese fra la gente insieme a noi
in quella cascina così solo cosa fai?
La domenica la messa finalmente sentirai.

No, non mi va preferisco restare qui
ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar così
pompar l'acqua del canale poco fieno nel fienile
troppo da fare
prepararmi da mangiare un'occhiata sempre all'orto
quando è sera stanco morto mi diverto solamente a dormire.

Sì ma non è vita questa qua
se ti compri il vestito della festa
chissà potresti anche far girar la testa
e se poi non ci riesci
appena fuori dal paese c'è la giostra.

No, non mi va preferisco restare qua
io in paese ci ho vissuto già qualche mese
se di notte fai un passo con la lingua
che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso
e se parli a una ragazza che è già stata fidanzata
loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta
e se qualcuno non difende i suoi interessi
con le unghie e con i denti
è degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti.

Avrai anche un dancing per ballare
e poi un biliardo per giocare
avrai un'osteria dove tu puoi bere
e poi il televisore da guardare,
potrai anche peccare se lo vuoi!
No non mi va molto meglio restare qua ,
no non voglio entrare in mezzo all'invidia e la perfidia
non voglio stare a duellar fra gelosie sporche dicerie
e bigottume delle dolci e care "figlie di Maria"
e la politica del curato contro quella della giunta
tutti lì a vedere chi la spunta
e sorrisi e compremessi e fognature dentro i fossi
no no io non ci sto
no no io non ci sto.

Io non posso parlare solo di calcio e di donne
di membri lunghi tre spanne non posso parlare
di tutte le corna del droghiere
e dell'ulcera duodenale del padre del salumiere
non posso parlare.

Potrai un giorno avere anche dei figli!
Per poi farli diventar così
preferisco allevar vitelli e conigli.

Io gli ho detto no

Ma io gli ho detto no
e adesso torno a te
con le miserie mie
con le speranze nate morte che
io non ho più il coraggio
di dipingere di vita
a cercar calore un'altra volta
ancora fra le braccia tue
scordando il già scordato
color di mille lire.

Ma io gli ho detto no!
E adesso resta no!
Anche se chi paga di più sei tu
dolcissima mia madre-amica-sposa e donna mia,
orgoglio e poi
vergogna di me stesso.
Ma io non vado via!

Orgoglio e poi
vergogna di me stesso.
Ma io non vado via!

Prendi fra le mani la testa

Due scarpe tu ce l'hai,
due scarpe tu ce l'hai,
puoi andare dove vuoi,
puoi fare ciò che vuoi,
perché tu non lo fai?
Perché non te ne vai, perché?
Un cuore tu ce l'hai,
un cuore tu ce l'hai,
ma pensi troppo ormai,
non sai più quel che fai
non sai più dove vai
e tutto gira intorno a te.
Prendi fra le mani la testa e non girerà
Prendi fra le mani la testa e non girerà
Dura poche ore la festa dopo finirà
Due scarpe tu ce l'hai,
due scarpe tu ce l'hai,
puoi andare dove vuoi,
puoi fare quel che vuoi,
perché tu non lo fai?
Perché non te ne vai, perché?
Prendi fra le mani la testa e non girerà
Prendi fra le mani la testa e non girerà
Dura poche ore la festa dopo finirà.

Questo inferno rosa

Non ferirmi no, non farlo mai più.
I baci tranquillizzanti mi buttano giù.
Tu vuoi mostrare a tutti l'amore che c'è fra noi,
una medaglia al valore che da sola ti dài.
Adesso che hai una casa un uomo e una reputazione,
padrona, padrona anche del tuo padrone.
vorresti che ti seguissi nel goder con distinzione
di tutti i frutti della vita
quasi quasi compresi quelli colti da altre dita

No, non sei più tu

E la memoria impertinente mi riporta là
a una ragazza fra la gente smagliante di libertà.
Le parolacce le risate le corse e poi tu mia
se fossi un altro uomo direi: "poesia".
E quando con un salto tu sei piombata tra le braccia mie
ti sei spogliata senza trovar né scuse, né bugie
e quando per scherzare dissi: "Quanto vuoi?"
Tu rispondesti seria: "L'amor che puoi!".

La disinvoltura che adesso tu hai
ha come radici gli spiccioli miei.
Le mura di un castello hai alzato intorno a noi
e olio bollente sugli altri getti oramai
scegliendo i nostri amici
un computer diventi per l'occasione
e chi hai scartato per te è un barbone
mi offri la tua fedeltà su un piatto
decorato di mille attenzioni
come dire "hai comprato e ora godi le tue prigioni!"

E vola la mia mente a qualche anno fa
a una esplosione dirompete di vitalità
a quando per punire quel moralista dell'ultimo piano
tu improvvisamente gli mostrasti il seno!
E quando ancor piangendo per l'emozione tu
cantando "Fratelli d'Italia" gridasti:"io non ti lascio più"
e la violenza con la quale mi abbracciasti un giorno,
un giorno quando non conoscevo questo rosa inferno

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